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Aprire in franchising

Per coloro che hanno un forte spirito imprenditoriale, aprire in franchising è senz’altro la soluzione migliore di questi tempi. I benefici sono numerosi e i rischi ridotti al minimo.

Quello che vogliamo però analizzare in questo articolo sono i vantaggi più rilevanti per chi decide di aprire in franchising immobiliare. Stiamo parlando per l’agente immobiliare che desidera fare un salto di qualità ed intraprendere una carriera da imprenditore. Ci rivolgiamo a quelle persone intraprendenti con spiccate doti di leadership, agenti che vogliono far fruttare le proprie capacità al massimo costruendo qualcosa di nuovo e creando anche nuovi posti di lavoro.

Se analizziamo l’andamento del mercato immobiliare possiamo notare come, negli ultimi anni, il settore degli affitti è andato crescendo. Soprattutto fra i giovani, oggi c’è la tendenza a preferire l’affitto all’acquisto di una casa, per seguire le necessità del lavoro o il desiderio di muoversi e viaggiare.

Decidere di mettersi in proprio ed avviare un’attività da zero non è facile. Il capitale necessario per partire può essere un grande deterrente e, inoltre, prima di avere un guadagno effettivo, si dovrà faticare molto per trovare una strategia che funziona prima, e fidelizzare i clienti, dopo.

I rischi connessi all’apertura di una nuova attività sono davvero tanti.

Per ammortizzare tali rischi e difficoltà, una buona soluzione è quella di affidarsi ad un franchising. Ma qual è il franchising che meglio soddisfa le necessità di un imprenditore alle prime armi? Abbiamo stilato una classifica delle caratteristiche più importanti che non possono mancare ad una agenzia immobiliare in franchising; vediamole assieme

 Aprire in franchising: cosa tenere conto

 1) Il giusto compromesso tra gusti e profitto

Spesso, aprire in franchising ha il pregio di dare la possibilità di mettersi in proprio anche ai neofiti, cioè alle persone che partono da zero, senza alcuna esperienza imprenditoriale alle spalle. Il consiglio però è comunque di essere prudenti e di non avviare un’attività in settori commerciali di cui non si conosce assolutamente nulla.

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Contemporaneamente però, la scelta del business non deve neppure essere determinata soltanto dai gusti e dalle competenze personali dell’aspirante venditore. Spesso, infatti, il desiderio di aprire un’attività in un determinato settore non coincide con i potenziali guadagni. Inoltre, è opportuno non farsi allettare troppo dalle attività che hanno già avuto successo all’estero e che in Italia sono soltanto agli inizi. Il mercato italiano infatti potrebbe avere una risposta molto diversa rispetto a quello straniero, e merita un’analisi approfondita specifica senza influenze di risultati esterni.

A tal proposito è importante che il franchisor conduca degli appositi test attitudinali e di competenza per scoprire quello che è il livello di partenza del franchisee, intervenendo con appositi corsi di formazione nelle aree in cui si risulta essere più carenti.

2) Notorietà del marchio

Senza dubbio, il prestigio e la notorietà della catena a cui il franchisee vuole affiliarsi è un elemento importantissimo che non va mai sottovalutato e che, in molti casi, risulta determinante per il successo di un negozio. La correlazione tra notorietà e profitto però non è automatica, e nulla esclude che si possa andare incontro ad una perdita nonostante il grande brand alle spalle. Verificare la profittabilità del business però è sempre consigliato, magari attraverso un’analisi dei dati contabili (per esempio del fatturato medio dei negozi della stessa catena, in rapporto al bacino di utenza, cioè in rapporto al numero dei potenziali clienti).

3) A quale brand affidarsi?

E’ bene non fidarsi troppo di franchisor che promettono “mari e monti” agli aspiranti venditori. La strada per arrivare al successo all’interno di un franchising viene agevolata dalle competenze della casa madre, ma non è che sia in discesa. C’è comunque bisogno di rimboccarsi le maniche e darsi da fare per raggiungere dei risultati soddisfacenti.

I gruppi della grande distribuzione più seri, infatti, sono quelli che selezionano con criteri ben specifici i propri affiliati, verificano attentamente la loro reale capacità di fare business e di stare sul mercato e forniscono tutti gli elementi necessari per essere formati e competenti.

4) Aprire in franchising tra trasparenza e confronto

Infine, la trasparenza deve essere assoluta nei rapporti tra la casa madre gli aspiranti venditori, che devono essere in grado di acquisire più dati possibili riguardo la situazione economica e patrimoniale del franchisor, anche attraverso un contratto e un confronto con i rivenditori già entrati a far parte della rete.

Bisogna dunque diffidare delle società che rilasciano pochi dati e poche informazioni sul proprio business e su quello dell’intera catena distributiva. Meglio affidarsi a chi non teme di mostrare il proprio business seppur con qualche numero più basso rispetto a chi promette grandi prestazioni senza ammettere la reale portata del proprio business.

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