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Lead Generation e automazioni nell’email marketing: come usarle al meglio?

automazione e lead generation

Con la tecnologia che corre veloce e tutte le novità presenti nel web, sono in molti a pensare che la mail sia un mezzo ormai superato ed inutile. Si tratta di una percezione dovuta anche dalla moltitudine di servizi di messaggistica nati e cresciuti negli ultimi anni, con Whatsapp in testa e tutti i suoi competitors a seguire (ad esempio Facebook Messenger, Telegram o il recentemente annunciato Threads in arrivo da Instagram).

Si parla di percezione però, perché tutti questi servizi sono andati a sostituire ben altra comunicazione che poco ha a che vedere con le email, cioè gli SMS; un tempo il metodo più efficace per i messaggi più corti e istantanei, sono stati per l’appunto soppiantati da applicazioni dal servizio nettamente superiore (gratis, innanzitutto, e poi con immagini e video condivisibili molto più facilmente).

Un altro aspetto da tenere in considerazione poi è che non tutte le email sono uguali. 

Se c’è un lavoro professionale dietro e una sana fidelizzazione dei propri contatti, le potenzialità dell’email marketing sono ancora alte dato che l’obiettivo finale è quello di integrare le strategie e le tattiche per creare e distribuire comunicazioni via email, al fine di implementare le relazioni tra brand e audience o inviare informazioni e aggiornamenti di natura promozionale.

L’obiettivo dell’email marketing: curare la lead generation

Di email marketing abbiamo già parlato all’interno del nostro blog. Come sempre dobbiamo ricordarci la regola principe del web: la vendita è l’ultimo step e l’ultimo interesse (in molti casi) dell’utente. Se sta solo cercando informazioni dovrà semplicemente trovare o ricevere informazioni.

Se sta cercando un prodotto specifico dovremo essere presenti per fornire l’offerta migliore nel momento giusto. Queste sono le regole dell’inbound marketing, la strategia più efficace in assoluto online.

Ma, uno degli elementi strategici nel nostro funnel di vendita è la parte di lead generation, quella più delicata e fondamentale.

Nel momento in cui un utente ci rilascia un suo dato di contatto come una email, dobbiamo essere in grado di curare la relazione che si è appena instaurata con lui, per portarlo a conoscerci meglio, a capire che siamo la soluzione ad altri suoi bisogni e per condurlo fino all’acquisto dei nostri prodotti/servizi.

Se all’utente è stato promesso qualche cosa in cambio di un suo contatto, bisogna mantenere la parola data; questo vale sia nel caso di un benefit immediato (ad esempio l’invio di una guida in pdf o di un buono sconto da utilizzare sul primo acquisto), che può essere un ottimo metodo per iniziare il processo di lead generation, sia per un benefit a lungo termine.

Quando ci viene concesso l’indirizzo email, non possiamo ringraziare con un bombardamento di offerte il cui unico scopo è quello di vendere qualcosa!

Anche per l’email marketing quindi vale la regola “content is king”; meglio focalizzarsi su una comunicazione utile, come ad esempio un’informazione per risolvere un problema o di una novità del nostro settore che possa tornare comoda al potenziale cliente.

Il segreto per un ottimo email marketing: la personalizzazione

Esistono moltissimi strumenti (anche gratuiti, soprattutto nelle prime fasi) che possono portare l’email marketing ad un altro livello; citiamo giusto i due più conosciuti ed utilizzati, cioè Mailchimp e Active Campaign.

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Al di là della moltitudine di funzioni che hanno (alcune le andiamo a vedere nel prossimo paragrafo), entrambe danno la possibilità di creare il proprio modulo di contatto a seconda delle esigenze di comunicazione.

Perché è utile questa funzione?

È vero che più un form è corto, più l’utente è propenso a lasciare le proprie informazioni: un form in cui viene chiesta solo la mail sarà indubbiamente più efficace di uno che chiede indirizzo, luogo di nascita e codice fiscale.

Con questi strumenti è tuttavia possibile andare ad integrare il proprio database di contatti, aggiungendo via via informazioni dell’utente con un unico scopo finale: personalizzare al massimo la comunicazione.

Facciamo un esempio molto semplice nel nostro ambito: se nell’email marketing abbiamo in programma una comunicazione riguardo le offerte presenti in un comune o in un area specifica, potrà ottenere molti più risultati se viene indirizzata solo agli utenti effettivamente interessati a quella zona.

Ecco allora che, se al posto di inviare la mail a tutti i miei 1000 contatti con un ritorno del 1% e un tasso di cancellazione del 10%, definisco il mio target ai soli interessati a quella zona specifica, ottengo un ritorno molto più alto e tasso di cancellazione prossima allo zero, dato che sto dando un’informazione di valore molto alto alla persona giusta.

L’importanza delle automazioni

Gestire la personalizzazione del direct email marketing può diventare molto impegnativo, occupando tempo e risorse molto più alte rispetto a quelle generate, specialmente nel primo periodo.

Come fare quindi per evitare uno spreco dannoso? Semplice: ci possiamo affidare alle automazioni.

Questo strumento ci permette di lasciar fare al software ciò che sarebbe umanamente troppo impegnativo; con il giusto settaggio è possibile gestire un contatto in maniera coerente con quelle che sono le scelte che fa, gli interessi che dimostra di avere e le azioni che effettivamente compie alla ricezione della nostra mail.

Anche qui proviamo a fare un esempio pratico per spiegare meglio: un utente lascia il proprio indirizzo sul nostro sito. Una volta cliccato su “Iscriviti”, partirà automaticamente un messaggio di ringraziamento (compreso dell’eventuale benefit immediato che abbiamo promesso).

A questo punto entra in una fase standard, e comincerà a ricevere le mail che prepariamo a intervallo regolare, e noi cominciamo a monitorare ciò che lui fa con queste comunicazioni che riceve.

Se dimostra interesse alle nostre comunicazioni (ad esempio aprendo subito la mail che gli arriva o cliccando sui link presenti all’interno), possiamo “trasferirlo” ad uno step più intensivo, in cui riceverà qualche mail in più nel corso del tempo.

Viceversa, apre solo qualche mail ogni tanto? Allora può essere soggetto ad una ricezione più calmierata, magari solamente con le notizie più importanti o le offerte della sua zona.

Attraverso il software possiamo far sì che tutto questo avvenga in automatico, senza dover controllare singolarmente ogni utente. Ecco che allora si avrà una personalizzazione massima, senza che ci debba essere un team di 50 persone il cui unico task è quello di monitorare tutte le mail.

Per riassumere: l’email marketing è uno strumento ancora largamente utilizzato dalle aziende e, sebbene non abbia più la stessa efficacia rispetto a 15 anni fa, si dimostra essere un elemento chiave nella comunicazione per tutte le agenzie immobiliari.

Noi di Affitta Presto investiamo molto in questo settore, e ci teniamo che i nostri affiliati conoscano a fondo questi strumenti per poterli utilizzare al meglio. Se vuoi saperne di più sulle potenzialità del Direct Email Marketing oppure su come diventare nostro affiliato, non esitare a contattarci compilando l’apposito modulo!

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