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I 5 errori da non fare quando si affitta un immobile

Chi decide di consultare un agente immobiliare per affittare la propria casa ha la necessità di affidarsi ad un professionista, ovvero una persona che conosca bene il mercato immobiliare e le leggi che lo riguardano, che sappia come proporre l’immobile nel modo giusto e alle persone giuste, e che si occupi della trattativa dall’inizio alla fine, con partecipazione e professionalità.

L’affitto non è di facile gestione, si tratta di un processo lungo, che va dalla pubblicazione dell’annuncio alla stipula del contratto, e si conclude effettivamente quando questo termina, e gli inquilini lasciano l’immobile. Non è quindi un lavoro improvvisato e deve essere gestito nel migliore dei modi, per evitare brutte sorprese o spiacevoli inconvenienti.

Anche per un agente immobiliare preparato la possibilità di sbagliare è dietro l’angolo.

Ecco la lista dei 5 errori da non fare quando si affitta un immobile:

1. Sbagliare il prezzo

Il primo step è fissare il canone di locazione, e non è cosa facile.

La valutazione dell’immobile consiste nel giusto equilibrio fra guadagno per il proprietario, che paga le tasse sull’immobile, e la velocità con cui viene affittato. Un immobile sfitto è una grande spesa per il proprietario, e più la trattativa si protrae a lungo, più il rischio di svalutare l’immobile per velocizzare i tempi, è alto.

Ma può accadere anche il contrario, e spesso l’agente immobiliare si trova a dover gestire una iper-valutazione dell’immobile da parte del proprietario. Compito del mediatore è trovare un equilibrio per l’impostazione del canone, guadagnando la fiducia del proprietario, ma anche dei possibili locatari. Per questo un buon agente è preparato sia a livello giuridico che di marketing per il settore immobiliare. La svalutazione dell’immobile è quindi un grande rischio, ma anche lasciare un immobile sfitto per troppo tempo è un ostacolo per la buona riuscita della trattativa.

E qui si arriva al secondo errore della lista. Perché non basta fissare il giusto valore per affittare, l’immobile deve anche essere preparato per la visita dei futuri locatari.

2. Non preparare la casa prima di proporla

Questo è un errore madornale ma molto comune nel settore immobiliare. Lasciare troppo lavoro all’immaginazione dei possibili inquilini può danneggiare la buona riuscita della trattativa.

Anche l’occhio vuole la sua parte, è bene quindi tener presente che la prima impressione è quella che conta. Proporre un immobile con le crepe sui muri, il lavandino della cucina che perde e la muffa agli angoli della vasca da bagno non è un punto a vostro favore. Informare quindi il proprietario che prima di proporre l’immobile è necessario sistemarne l’aspetto e dedicarsi a qualche piccolo lavoro di manutenzione. Tinteggiare le pareti, aggiustare quella piastrella “ballerina” sul terrazzo e riordinare la casa o l’appartamento prima di una visita può davvero fare la differenza sul metro di valutazione dei futuri inquilini. Banditi quindi disordine e trascuratezza.

Da questo secondo punto è automatico passare al terzo. Infatti non basta che l’immobile sia in buono stato e reso presentabile per le visite dei possibili affittuari. Il modo in cui viene proposto fa la differenza.

3. Pubblicizzare la casa in modo obsoleto

La comunicazione è cambiata molto negli ultimi anni, e anche per l’agenzia immobiliare è fondamentale stare al passo coi tempi. Basta con le foto sfocate o buie degli interni, annunci poco chiari in cui gli immobili vengono descritti in maniera ambigua e agenti immobiliari fantasma.

Innanzitutto, per pubblicizzare un immobile nel modo giusto, che si tratti di inserzioni cartacee o sui vari portali internet, le foto sono la chiave. Immagini sgranate, buie, o che raffigurano dettagli non contestualizzati sono il primo deterrente per l’affitto. Basta mettersi nei panni di chi cerca casa: se la foto che deve rappresentare l’immobile da una brutta impressione, non invoglia a visitarlo, quindi viene messo all’ultimo posto della lista, o addirittura scartato. Questo è il potere che ha una sola foto, quindi è importantissimo che le immagini rendano giustizia all’ immobile che stai affittando.

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Subito dopo l’impatto visivo, c’è la descrizione. Fare leva sui punti di forza è giusto, ma non bisogna dimenticare di inserire i dati fondamentali, cioè quello che il possibile locatario sta cercando. L’immobile ha un bellissimo terrazzo ampio con vista spettacolare? Bene, ma va fatto presente se non c’è il garage o posto auto coperto, oppure se il bagno non è finestrato. Nascondere i punti deboli non è sempre la soluzione migliore, infatti, elencando per bene tutte le caratteristiche, è possibile mirare le visite all’immobile, evitando di far perdere tempo ai clienti ed essere più presente per quelli davvero interessati.

E a questo punto si arriva al quarto errore, e cioè il non selezionarei potenziali locatari.

Vediamolo nello specifico.

4. Non qualificare i potenziali locatari

Per chi affitta, sapere chi si sta mettendo in casa è fondamentale.

Sapere che l’inquilino pagherà l’affitto puntualmente, tratterà l’immobile con cura e rispetto e avrà un buon atteggiamento con i vicini non dovrebbe essere un lusso ma una concretezza. Sta all’agente immobiliare fare delle verifiche sul conto dei futuri inquilini, capire chi ha davanti e valutare se si tratta delle persone adatte per un certo tipo di immobile. Anche per questo motivo non devi essere precipitoso nello stipulare e concludere la trattativa.

Se con l’aspetto dell’immobile è la prima impressione quella che conta, quando si tratta di rapporti umani è bene prendersi del tempo per entrare in empatia con le persone. Sapere cosa offre un proprietario col suo immobile, ma anche capire cosa cercano i potenziali inquilini. Una famiglia numerosa avrà delle necessità diverse da una coppia giovane, o da una coppia anziana. La fretta è quindi nemica del buon agente immobiliare, e il rischio è quello di fare la proposta sbagliata alle persone sbagliate, minando la fiducia di locatore e locatari.

A proposito di fiducia, entra in gioco il quinto degli errori da non fare quando si affitta un immobile, ovvero abbandonare i clienti dopo la chiusura della trattativa.

5. Abbandonare il cliente dopo la chiusura del contratto

La trattativa è andata a buon fine, hai consigliato al proprietario il contratto più adatto da stipulare e gli affittuari hanno firmato.

Il tuo lavoro non è finito. La locazione dura anni, e un agente poco preparato considera la consulenza terminata. L’approccio migliore invece sarebbe tenersi in contatto con il proprietario e gli inquilini per intervenire in caso ci fossero dei cambiamenti in ambito legislativo, per questo è molto importante che l’agente immobiliare sia preparato anche in ambito giuridico e commerciale.

Inoltre, avere un punto di riferimento per questioni “straordinarie” può essere motivo di fiducia da parte dei clienti, che saranno più propensi a contattarti nuovamente, sia dalla parte del locatore, sia da quella del locatario, e sicuramente potranno consigliare la tua consulenza ad amici o colleghi di lavoro, alimentando la tua rete di contatti.

Essere un agente immobiliare presente e professionale è quindi un grande punto di forza per il tuo lavoro e per lo sviluppo della tua attività. Lascia perdere fretta e superficialità, sono caratteristiche che ti portano a fondo, nell’ampio mare del mercato immobiliare. Tieni sempre presenti questi 5 errori da non fare quando si affitta un immobile, e gestisci le trattative con passione. 

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